1. Le due versioni
TBWin si adopera in due modi, e la differenza non riguarda le funzioni di calcolo - quelle sono le stesse - ma a chi appartiene il lavoro e dove viene conservato.
1.1 Versione gratuita
Si entra da "PROVA" nella pagina iniziale, senza registrarsi e senza password. Il lavoro viene legato all'indirizzo IP pubblico da cui si arriva: chi esce dallo stesso indirizzo - per esempio un altro computer dello stesso studio - ritrova lo stesso lavoro.
Se l'indirizzo cambia, e con molte connessioni cambia da solo, il lavoro non è più raggiungibile. Nella versione gratuita c'è un lavoro solo per indirizzo, i file prodotti restano in una cartella pubblica e vengono rimossi periodicamente. Per conservare un lavoro va scaricato con Salva lavoro (vedi il capitolo 8).
1.2 Versione registrata
Con un'utenza si ottiene un archivio proprio: più lavori, ognuno con il suo nome, raccolti in un elenco (Lavori) da cui si aprono, si cercano e si archiviano. Gli archivi stanno in un'area non raggiungibile dal web e non dipendono dall'indirizzo di provenienza.
Le utenze vengono create dall'amministrazione: non c'è una registrazione automatica dalla pagina pubblica.
1.3 Entrare
Il pulsante Login in alto a destra nella pagina iniziale apre la finestra di accesso. Si entra con indirizzo di posta e password.
- Verifica in due passaggi: se l'utenza la prevede, dopo la password arriva per posta un codice da riportare nella finestra. Finché il codice non viene confermato non si è dentro.
- Cambio password obbligatorio: la prima volta, o dopo un azzeramento fatto dall'amministrazione, viene chiesto di sceglierne una nuova.
- Password dimenticata: dal collegamento nella stessa finestra. Arriva per posta un link per scegliere una nuova password, che vale un'ora e una volta sola; finché non lo si usa la password attuale resta valida. Le password non sono leggibili nemmeno da chi amministra.
- Troppi tentativi: dopo cinque accessi falliti sullo stesso indirizzo, o venti dalla stessa rete, l'accesso resta fermo per un quarto d'ora.
- Sessione chiusa: se l'utenza viene sospesa o cancellata, o la password cambiata, le sessioni aperte si chiudono alla pagina successiva.
- Scadenza: le utenze hanno una validità. Nei giorni che precedono la scadenza l'applicazione avvisa all'ingresso.
Si esce dal comando di uscita: chiudere la finestra del browser non chiude la sessione.
1.4 Dove stanno i dati
Ogni lavoro è un file unico, un documento con estensione .tbwx: dentro
ci sono le unità immobiliari, i vani, le variabili, i dati generali e - se sono stati
disegnati o caricati - le geometrie dei vani con i piani su cui sono disegnate, l'ingombro
dell'edificio e gli sfondi di riferimento. È lo stesso file che si scarica con Salva
lavoro (8): quello che si conserva sul proprio computer è identico a quello che sta sul
server, e si ricarica in un colpo solo.
Nella versione registrata anche l'elenco dei lavori sta nell'area di ciascun utente. I lavori, i loro allegati e l'elenco stanno in una cartella che dal web non si raggiunge: si scaricano solo attraverso il programma, e solo da chi ne ha diritto - il proprio lavoro, o quello gratuito legato al proprio indirizzo.
Accanto a ogni lavoro il programma tiene da solo le copie di sicurezza delle versioni precedenti - quella dell'ultimo giorno di lavoro e quelle sostituite per intero - fino a quattro, da scaricare o ripristinare (8).
Fino ad allora ogni lavoro era un archivio di Access (.tbw), e "Salva
lavoro" dava un .tbwx compresso fatto in un altro modo. Non c'è niente da
fare: il programma converte da solo un lavoro vecchio la prima volta che lo apre, con gli
stessi millesimi, e "Apri lavoro esistente" accetta anche i .tbwx scaricati
prima.
1.5 Tre lavori di esempio
Nella pagina iniziale, sotto al pulsante del manuale, ci sono tre lavori già fatti e già calcolati. Servono a vedere com'è un lavoro arrivato in fondo senza doverne prima compilare uno: si aprono con un clic e da quel momento sono un lavoro come gli altri, da guardare, ricalcolare e stampare. Nomi, indirizzi, superfici e coefficienti sono inventati.
| L'esempio | Che cosa c'è dentro |
|---|---|
| Palazzina con negozi e cantine | Otto unità su cinque livelli: due negozi al piano terra, fuori dalla tabella della scala; sei appartamenti con le cantine nell'interrato, cioè unità su due piani. 60 vani con i sei coefficienti, due tabelle collegate, la tabella della scala A, la pianta reale disegnata piano per piano con gli sfondi DXF e l'ingombro. È quello da aprire per primo. |
| Condominio con due scale | Venti unità fra appartamenti, uno studio e sei box, su due scale con altezze diverse; 114 vani senza disegni. Le tabelle delle scale A e B, le tabelle collegate del riscaldamento e dell'autorimessa, una variabile di piano aggiunta per il terzo piano: è l'esempio su cui provare la ripartizione di una spesa (5). C'è una svista lasciata apposta: la cucina dell'interno 14 ha il coefficiente di piano del primo, e il confronto dei coefficienti (7.1) la trova e la corregge. |
| Casa in centro storico, millesimi a volume | Quattro livelli con muri in pietra, il muro di fondo storto, un salone a volta e le mansarde. La base di calcolo è il volume sulla superficie grafica (3.1): superficie del disegno per altezza media. Stanze irregolari, pilastri come isole (7.4), un appartamento su due livelli e uno con la cantina al piano terra. |
Dove finisce l'esempio dipende da come si sta lavorando, e la differenza conta:
- senza accesso il lavoro è uno solo, quello legato all'indirizzo, e l'esempio ci va sopra. Il programma lo chiede prima di partire: se c'è un lavoro da conservare, va scaricato con Salva lavoro (8) e solo dopo si apre l'esempio;
- con l'accesso fatto l'esempio diventa un lavoro nuovo nell'elenco, con il codice ESEMPIO1, ESEMPIO2 o ESEMPIO3, e quelli che ci sono non si toccano. Occupa un posto come gli altri e si archivia quando non serve più.
Quello che si apre è una copia dell'esempio dentro al proprio lavoro: si può cambiare, ricalcolare e buttare via senza nessun riguardo. L'esempio di partenza resta dov'è, intatto, e si può riaprire tutte le volte che si vuole dalla pagina iniziale. Il pulsante vale per qualche ora: se la pagina iniziale è rimasta aperta a lungo, va ricaricata.
2. Il percorso di lavoro
2.1 L'ordine delle operazioni
L'ordine conta, perché ogni passo usa il risultato del precedente:
- Dati generali - come si chiama il lavoro e con quali criteri si calcola.
- Variabili - i coefficienti e il loro valore.
- Unità immobiliari - l'elenco delle unità.
- Vani - per ogni unità, i suoi vani con superficie e coefficienti.
- Ricalcolo - si sceglie su quale misura dei vani calcolare, e da qui escono superfici virtuali, consistenze e millesimi.
- Tabelle, stampe, ripartizione.
Consistenze e millesimi restano quelli dell'ultimo ricalcolo finché non lo si rilancia. Dopo aver cambiato un coefficiente, aggiunto un vano o modificato una superficie, un'altezza o un disegno, il ricalcolo va richiesto. È una scelta voluta: su archivi grandi il ricalcolo tocca tutte le unità, e farlo a ogni singola modifica sarebbe lento.
2.2 Dati generali del lavoro
Si aprono con l'icona degli ingranaggi, in alto a destra nella barra degli strumenti.
| Campo | Che cosa fa |
|---|---|
| Descrizione | Il nome del lavoro, quello che compare nella barra in alto e in testa alle stampe. |
| Data / Revisione | Data di impianto e data dell'ultima revisione, riportate nelle stampe. |
| Base di calcolo | Su quale misura dei vani si applicano i coefficienti: superficie nominale (quella scritta nella scheda, la scelta abituale), superficie grafica (quella del disegno), oppure il volume - superficie nominale o grafica per l'altezza media. La stessa scelta compare nella finestra del ricalcolo e nelle opzioni di stampa: dovunque la si cambi, resta al lavoro. Vedi 3.1. |
| Millesimi di piano | Il criterio con cui l'indice di piano si distribuisce fra le unità dello stesso piano: diviso per il numero delle UI (in parti uguali) oppure diviso per consistenza (in proporzione). Vedi 3.4. |
| % scala su mill. | Quanto pesa l'indice di piano nelle tabelle di scala, in percentuale. Con 50 la tabella di scala è per metà millesimi generali e per metà millesimi di piano. Vedi 4.3. |
| Note | Appunti liberi sul lavoro. |
| Tabelle | I nomi delle dieci tabelle collegate (ascensore, scale, riscaldamento...). Una tabella senza nome non esiste e non compare da nessuna parte. Vedi 4.2. |
| Formati | Con quanti decimali si calcolano e si stampano coefficienti, consistenze e millesimi. I valori abituali sono 4 decimali per i coefficienti, 3 per le consistenze, 2 per i millesimi. |
Il formato di calcolo determina l'arrotondamento con cui i valori vengono scritti nell'archivio, quindi entra nei conti che seguono. Cambiarlo a lavoro avviato e rilanciare il ricalcolo può spostare l'ultima cifra dei millesimi.
2.3 Le variabili dei coefficienti
Si aprono con l'icona a quadretti nella barra degli strumenti. Sono l'elenco dei valori ammessi per i sei coefficienti, con il moltiplicatore associato a ciascuno.
I sei gruppi sono fissi - destinazione, orientamento, prospetto, illuminazione, funzionale, piano - mentre i valori dentro ogni gruppo li decide chi compila: quanti se ne vuole, con il nome che si preferisce.
| Campo | Che cosa fa |
|---|---|
| Coefficente | A quale dei sei gruppi appartiene. |
| Variabile | Il nome del valore, per esempio "Nord". È quello che si sceglie poi nella scheda del vano. |
| Valore | Il moltiplicatore. 1 significa nessuna correzione; sotto 1 penalizza, sopra 1 avvantaggia. |
| Colore | Il colore con cui quel valore viene rappresentato nelle viste grafiche. Vedi 7.8. |
| Descrizione | Il testo che compare nella legenda delle stampe. |
Il legame fra il vano e il coefficiente passa dal nome della variabile. Se in un vano c'è scritto un valore che non esiste fra le variabili di quel gruppo, per quel vano il moltiplicatore non viene applicato: il conto prosegue come se quel coefficiente valesse 1, senza segnalare nulla. È il tipo di svista che la vista "confronto dei coefficienti" (7.1) serve proprio a scovare.
2.4 Le unità immobiliari
Si aggiungono con l'icona +. L'elenco al centro della pagina è filtrabile e ordinabile, e si apre una scheda facendo clic sulla riga.
| Campo | Che cosa fa |
|---|---|
| Ordine | Il numero con cui l'unità si presenta nell'elenco e nelle stampe. |
| UI | La sigla dell'unità (interno 3, negozio A...). |
| Riferimento | Il proprietario, oppure il riferimento catastale: testo libero. |
| Livello | Descrizione del livello (piano terra, primo piano...): è un'etichetta, non entra nei conti. Mentre si scrive si propongono i livelli già usati nel lavoro. |
| Scala | A quale scala appartiene l'unità. Raggruppa le unità per i millesimi di piano e per le tabelle di scala. Mentre si scrive si propongono le scale già usate nel lavoro: conviene sceglierne una, perché una scala scritta in un altro modo fa una tabella a sé (4.3). |
| Indice di piano | Il numero che pesa il piano nella tabella di scala: più è alto, più quel piano incide. Questo entra nei conti, a differenza di "Livello". |
| Tabelle | A quali tabelle collegate partecipa l'unità. Vedi 4.2. |
| TAG | Etichetta libera per raggruppare o ritrovare unità. |
| Consistenza Millesimi Mill. piano | Non si scrivono: li riempie il ricalcolo. Compaiono nella scheda per poterli leggere. |
| Volume | Non si scrive: è la somma dei volumi dei vani che hanno l'altezza media (vedi 2.5). I vani senza altezza non vi contribuiscono. |
Un'unità si può aggiungere anche dalla pianta reale delle viste grafiche, con il + in testa all'elenco delle unità (vedi 7.3).
2.5 I vani
I vani stanno dentro la scheda dell'unità, in fondo, sotto il titolo Vani. Sono il livello in cui si descrive davvero l'immobile: le misure e i sei coefficienti si attribuiscono qui, non all'unità. Il pulsante Aggiungi vano, accanto al titolo, apre la scheda di un vano nuovo; un clic su una riga della tabella apre quella del vano. Si possono aggiungere anche dalla pianta reale, disegnandone il contorno (vedi 7.3).
Di ogni vano si conservano tre misure, una accanto all'altra: la superficie nominale, scritta da chi compila; la superficie grafica, ricavata dal disegno; il volume, quando c'è l'altezza media. Nessuna sostituisce le altre: su quale si calcolano i millesimi lo decide la base di calcolo del lavoro (2.2, 3.1).
| Campo | Che cosa fa |
|---|---|
| Ordine | La posizione nell'elenco dei vani dell'unità. |
| Ambiente | Il nome del vano (cucina, camera, balcone...). Mentre si scrive si propongono i nomi già dati agli altri vani del lavoro, dal più usato: sceglierne uno tiene uniformi i nomi, e con loro i filtri dell'elenco dei vani e il confronto dei coefficienti. Un nome nuovo si scrive come sempre. |
| Sup. nominale | La superficie del vano come la scrive chi compila (quella che prima si chiamava consistenza del vano), o comunque la quantità di partenza. |
| Sup. grafica | Non si scrive: è la superficie del disegno del vano nella pianta reale, tolte le isole, e segue il disegno a ogni modifica. Vuota finché il vano non è disegnato. Vedi 7.5. |
| Altezza media | L'altezza media del vano, in metri. Serve a valutare i volumi, ed entra nel calcolo dei millesimi solo se la base di calcolo del lavoro è un volume (3.1). Per un vano con il soffitto inclinato è la media fra l'altezza minima e la massima, o comunque l'altezza che moltiplicata per la superficie dà il volume. |
| Volume | Non si scrive: è la superficie nominale per l'altezza media, si aggiorna mentre si scrivono le due e si conserva con il vano. Vuoto se manca una delle due. |
| Destinazione, Orientamento, Prospetto, Illuminazione, Funzionale, Piano | I sei coefficienti, scelti fra le variabili definite in 2.3. |
| Virtuale | Non si scrive: è la misura della base di calcolo per i sei coefficienti. Si aggiorna memorizzando il vano e con il ricalcolo; sotto il campo, la scheda ricorda su quale base è calcolato. Vedi 3.1. |
La tabella dei vani nella scheda dell'unità riporta, per ciascun vano, superficie nominale e grafica, altezza media, volume, i sei coefficienti - con il solo nome del valore, senza le parentesi quadre - e la superficie virtuale. Per stare nella finestra anche su uno schermo piccolo le intestazioni sono abbreviate (passandoci sopra con il mouse compare il nome intero), e se lo spazio non basta comunque la tabella scorre di lato dentro la scheda.
2.6 Il ricalcolo
L'icona della calcolatrice apre la finestra del ricalcolo. Vi si sceglie la base di calcolo (3.1) - già impostata su quella del lavoro - e si legge quante misure ci sono: quanti vani ha il lavoro, quanti hanno la superficie nominale, quanti sono disegnati, quanti hanno l'altezza media. Con Ricalcola, in un colpo solo:
- rilegge i dati generali e le variabili, e riallinea superfici grafiche e volumi ai disegni e alle altezze di adesso;
- calcola la superficie virtuale di ogni vano, sulla base scelta;
- somma i vani di ciascuna unità e ne ricava consistenza e millesimi generali;
- calcola i millesimi di piano, scala per scala.
La base scelta diventa quella del lavoro: la usano i ricalcoli successivi e le stampe. Alla fine la finestra dice su quale base si è calcolato e, se ce ne sono, quanti vani non avevano la misura richiesta: quei vani valgono zero (vedi 3.1).
3. Come nasce il millesimo
Questo capitolo dice esattamente che cosa fa il ricalcolo. Serve per due cose: verificare un risultato che non torna, e poter spiegare a un'assemblea da dove viene un numero.
3.1 La superficie virtuale
Per ogni vano, la sua misura viene moltiplicata per i sei coefficienti:
Quale sia la misura lo decide la base di calcolo del lavoro, scelta nei dati generali (2.2), nella finestra del ricalcolo (2.6) o nelle opzioni di stampa (6.1):
| Base di calcolo | Misura del vano |
|---|---|
| Superficie nominale (predefinita) | la superficie scritta nella scheda del vano |
| Superficie grafica | la superficie del disegno, tolte le isole (7.5) |
| Volume (superficie nominale × altezza media) | superficie nominale x altezza media |
| Volume (superficie grafica × altezza media) | superficie grafica x altezza media |
Le tre misure restano tutte conservate nel vano: cambiare base non cancella niente, e per tornare alla base di prima basta un altro ricalcolo.
Un vano che non ha la misura che la base richiede - non è disegnato, per le basi grafiche; non ha l'altezza media, per i volumi - ha virtuale zero, e quindi non conta nei millesimi. Il resoconto del ricalcolo dice quanti sono. Prima di passare a una base diversa dalla superficie nominale conviene controllare, nella finestra del ricalcolo, che la misura ci sia per tutti i vani.
3.2 I millesimi generali
La consistenza dell'unità è la somma delle superfici virtuali dei suoi vani; i millesimi sono la quota di quella consistenza sul totale dell'edificio. Con una base a volume la consistenza è un volume virtuale, ma i millesimi si ricavano allo stesso modo:
3.3 La quadratura a 1000
Arrotondando ogni millesimo al numero di decimali richiesto, la somma quasi mai fa esattamente 1000. TBWin non lascia la differenza sparsa: la attribuisce per intero all'unità più grande, cioè a quella con la consistenza maggiore.
Perché è quella su cui la correzione pesa di meno in percentuale, e perché mettere tutto lo scarto in un punto solo, sempre lo stesso, rende il totale verificabile: si ricontrolla una riga, non tutte. Lo stesso criterio vale per i millesimi di piano (scala per scala) e per la ripartizione delle spese.
3.4 I millesimi di piano
Si calcolano separatamente per ogni scala, e servono alle tabelle in cui conta quanto in alto si abita - tipicamente scale e ascensore.
Il peso complessivo di un piano è il suo indice di piano. Come quel peso si divide fra le unità dello stesso piano dipende dalla scelta fatta nei dati generali:
Anche qui la somma viene riportata a 1000 per ciascuna scala, con lo scarto attribuito all'unità con il valore più alto.
Un'unità a cui non è stato dato l'indice di piano resta fuori dal calcolo dei millesimi di piano di quella scala. È corretto per un negozio con ingresso autonomo, che non usa le scale; è una dimenticanza se invece l'unità le usa.
4. Le tabelle
4.1 Tabella generale
È la tabella dei millesimi generali, quella che comprende tutte le unità. Si usa per le spese che riguardano l'intero condominio.
4.2 Tabelle collegate
Sono fino a dieci tabelle con un nome scelto da chi compila (ascensore, riscaldamento, lastrico...). Si definiscono nei dati generali e si attribuiscono unità per unità nel campo Tabelle della scheda.
Una tabella collegata comprende solo le unità che vi partecipano, e i millesimi vengono riproporzionati a 1000 su quel sottoinsieme: un'unità che non partecipa non paga e non compare.
4.3 Tabelle di scala
Per ogni scala esiste una tabella che mescola i due criteri: i millesimi generali (quanto è grande l'unità) e i millesimi di piano (quanto è in alto). Il peso della seconda componente è la % scala su mill. dei dati generali:
Non c'è un valore giusto in assoluto: è un criterio di riparto, e va deciso (o ripreso dal regolamento condominiale) prima di stampare. Il valore abituale per le scale è 50.
Una scala si riconosce dal nome scritto nelle sue unità. Maiuscole e minuscole non contano: «A» e «a» sono la stessa scala, nei millesimi, nel riparto e nella stampa. Ogni altra differenza sì: «Scala A», o «A» con uno spazio in fondo, farebbero una tabella a sé. Per questo la casella della scala propone, mentre si scrive, le scale già usate nel lavoro (2.4).
5. Ripartire una spesa
L'icona della fattura apre la ripartizione. Si indicano due cose:
- Importo da ripartire;
- Tabella di riferimento: la generale, una delle tabelle collegate, oppure la tabella di una scala.
La quota di ciascuna unità è:
I millesimi usati sono quelli della tabella scelta, già riproporzionati a 1000 sulle sole unità che vi partecipano. Anche qui le differenze di arrotondamento - sui millesimi e sull'importo - vengono portate sull'unità con i millesimi più alti, così che la somma delle quote faccia esattamente l'importo da ripartire.
Le quote vengono sommate con lo stesso arrotondamento con cui sono stampate, non con i decimali interni: il totale in fondo alla colonna corrisponde alla somma delle righe come si leggono sul foglio.
6. Stampe e documenti
6.1 Stampa in PDF
L'icona PDF apre le opzioni di stampa. Si sceglie che cosa includere, con un interruttore Sì/No per ciascuna parte (blu con "Sì" se la parte si stampa, grigio con "No" se no; basta un clic sulla riga per cambiarlo):
- Copertina - intestazione del lavoro, data e revisione;
- Dettaglio calcolo - per ogni unità i suoi vani, con la misura della base di calcolo, i coefficienti e la superficie virtuale: è la parte che rende verificabile il risultato;
- Millesimi generali - la tabella generale;
- Tabelle collegate - le tabelle definite nei dati generali;
- Tabelle scale - una tabella per scala.
In fondo alle opzioni si sceglie la base di calcolo (3.1), già impostata su quella del lavoro. Prima di stampare TBWin rilancia il ricalcolo su quella base, così i millesimi stampati corrispondono sempre alla base dichiarata: la copertina la riporta ("base di calcolo"), e nel dettaglio la colonna C.R. è la misura del vano secondo quella base, come dice la legenda. Dopo la stampa compare il resoconto del ricalcolo, con l'avviso dei vani senza la misura richiesta, se ce ne sono.
6.2 Relazione in Word
L'icona di Word produce la relazione tecnica in formato modificabile: il documento riprende i criteri adottati, la legenda dei coefficienti e le tabelle. Si scarica e si completa nel proprio elaboratore di testi, dove si aggiungono le parti descrittive proprie del lavoro.
7. Le viste grafiche
L'icona del grafico apre una pagina a parte con cinque viste, scelte dai pulsanti in alto. La pagina si apre sulla pianta reale (7.3), che è anche il primo pulsante: è la vista in cui si lavora, perché serve a completare l'archivio - vi si disegnano i vani e vi si aggiungono unità e vani nuovi. Tre servono a leggerlo: i piani affiancati (7.11) mostrano tutte le piante insieme, tinte secondo un coefficiente; il confronto dei coefficienti (7.1) e la pianta schematica (7.2) mettono in forma visiva quello che nelle tabelle sarebbe una colonna di numeri. L'elenco dei vani (7.12), l'ultimo pulsante, serve a correggerlo: tutti i vani in una tabella, filtrabili per ogni parametro, con i coefficienti da cambiare uno per uno o a gruppi.
Le viste rispondono a domande diverse e si usano una dopo l'altra. Il confronto dei coefficienti dice dove guardare: le celle rosse e gialle sono i piani e i coefficienti con qualcosa che non torna. I piani affiancati, sul coefficiente da controllare, mostrano quali vani sono e che cosa hanno intorno, e da lì si apre la scheda per correggerli. Quando i vani da uniformare sono tanti - tutte le cantine, tutti i box - l'elenco dei vani li raccoglie con un filtro e li corregge in un colpo solo. Dopo il ricalcolo (2.6), la pianta schematica dice se i millesimi delle unità tornano fra piani che si somigliano.
7.1 Confronto dei coefficienti
Una griglia con i piani sulle righe - raggruppati per scala, dall'alto in basso - e i sei coefficienti sulle colonne. In ogni cella una barra mostra la composizione di quel coefficiente fra i vani del piano: un tratto per ciascun valore, largo quanto i vani che lo hanno, con il colore della variabile (7.8); in grigio chiaro i vani che non lo hanno. Messe in colonna, le barre dei piani di una stessa scala si confrontano a colpo d'occhio: nei piani che si ripetono uguali devono assomigliarsi. Sotto la barra, la percentuale dei vani compilati e quanti vani sono da controllare.
Il colore della cella riassume:
- verde - tutti i vani hanno il coefficiente e non c'è niente da controllare;
- giallo - qualche vano non ha il coefficiente;
- rosso - ci sono vani da controllare, secondo le regole qui sotto.
Che cosa è "da controllare" dipende dal coefficiente, perché non tutti si comportano allo stesso modo:
| Coefficiente | Quando un vano è da controllare |
|---|---|
| Piano | Dipende dal livello, non dalla stanza: in uno stesso piano deve essere uguale per tutti i vani. È da controllare ogni vano con un valore diverso da quello prevalente nel suo piano. Se due valori si contendono il primo posto alla pari non si sa quale sia quello giusto, e si segnalano tutti i vani del piano. |
| Destinazione, Orientamento, Prospetto, Illuminazione, Funzionale | Cambiano da vano a vano per natura - una cucina non ha la destinazione di una camera, un appartamento ha stanze a nord e a sud - quindi le differenze dentro lo stesso piano sono normali. Il confronto si fa fra i piani della stessa scala: è da controllare un valore che nel suo piano è in minoranza e non compare in nessun altro piano. Nei piani che si ripetono uguali è di solito la voce sbagliata scelta dal menu; se il piano è davvero diverso dagli altri, la segnalazione si può ignorare. |
Il piano di un vano è quello del suo disegno, se il piano del disegno ha un indice di piano (7.10); altrimenti è l'indice di piano della sua unità. Così le cantine nell'interrato o le camere di sopra di un appartamento su due livelli stanno nella riga del piano dove sono davvero, e il loro coefficiente di piano si confronta con quello dei vani che hanno intorno.
Il clic su una cella apre a destra il dettaglio: la regola applicata, i valori presenti nel piano e, per confronto, quelli degli altri piani della scala; poi i vani da controllare e quelli senza valore, ciascuno con il nome dell'ambiente, l'unità a cui appartiene e il motivo della segnalazione. Da ogni vano si apre la sua scheda per correggerlo. Per il coefficiente di piano c'è anche la correzione proposta: il pulsante Imposta scrive nel vano il valore prevalente del piano, un vano alla volta o in tutti i vani segnalati insieme, e ne ricalcola la superficie virtuale.
Come si legge
La griglia si legge in tre modi: la cella dice com'è un coefficiente su un piano, la riga dice com'è compilato un piano, la colonna confronta lo stesso coefficiente fra i piani della stessa scala. Una riga d'esempio:
Il secondo piano della scala A: la destinazione è a posto, nell'orientamento c'è un valore da controllare, due vani non hanno il coefficiente di piano.
- 1 Il piano: la scala e l'indice di piano, e sotto quanti vani ci stanno. Un vano disegnato su un piano del disegno che ha un indice di piano sta in quella riga; gli altri stanno nella riga dell'indice della loro unità.
- 2 La barra: un tratto per ogni valore del coefficiente presente sul piano, largo quanto i vani che lo hanno, con il colore della variabile. I tratti vanno in ordine di peso, dal più chiaro al più intenso (7.8): nella colonna, le barre dei piani si confrontano tratto per tratto. In grigio chiaro, in fondo, i vani senza valore; in grigio medio un valore che non è fra le variabili.
- 3 La percentuale dei vani del piano che hanno il coefficiente compilato.
- 4 Il contatore: quanti vani sono da controllare (in rosso) o, se non ce ne sono, quanti sono senza valore (in giallo). Passando sopra la cella si leggono tutti i valori con il numero dei vani.
- 5 Il colore della cella: verde se non c'è niente da fare, giallo se mancano dei valori, rosso se ci sono vani da controllare.
Una riga tutta verde è un piano compilato per intero e coerente. Nella colonna Piano la barra deve avere un colore solo: il coefficiente di piano è lo stesso per tutti i vani di un livello.
Una colonna è il confronto che conta. Nei piani che si ripetono - il primo, il secondo e il terzo di una palazzina con gli stessi appartamenti - le barre di una colonna devono assomigliarsi: stessi colori, in proporzioni simili. Un tratto che compare in un piano solo è il primo sospetto, e la cella di quel piano di solito è rossa. Fanno eccezione i piani davvero diversi, come il piano terra con i negozi o il sottotetto: lì barre diverse sono normali, e la segnalazione si può ignorare. Per vedere dove stanno quei vani nella pianta, i piani affiancati (7.11) sullo stesso coefficiente.
| Che cosa si vede | Che cosa vuol dire | Che cosa fare |
|---|---|---|
| Cella gialla | Qualche vano non ha il coefficiente: nel calcolo vale 1, e nient'altro lo segnala. | Aprire la cella e poi i vani elencati "senza valore", e compilarli. |
| Cella rossa nella colonna Piano, con la correzione proposta | Un vano ha un coefficiente di piano diverso da quello che prevale nel piano. | Se il valore prevalente è quello giusto, Imposta lo scrive nel vano, o in tutti i vani segnalati insieme. |
| Cella rossa nella colonna Piano, senza correzione | Due o più valori sono presenti in egual numero: non si può dire quale sia quello giusto. | Aprire i vani e decidere. |
| Cella rossa in un'altra colonna | Un valore è in minoranza nel piano e non compare negli altri piani della stessa scala ("isolato"). | Guardare il vano: se è la voce sbagliata del menu, correggerla; se il vano è davvero diverso dagli altri, lasciarlo. |
| Tratto grigio medio nella barra | Un valore che non è fra le variabili del coefficiente, quasi sempre un nome scritto male: nel calcolo non moltiplica. | Correggerlo nel vano, oppure aggiungere la variabile che manca (2.3). |
| Lo stesso piano in due righe | Due scale diverse: ogni scala ha le sue righe, e un'unità senza scala ne ha una sua. | Niente: si confrontano le righe della stessa scala. |
Cambiando un coefficiente cambia la superficie virtuale del vano, e quindi la consistenza e i millesimi della sua unità: questi si aggiornano con il ricalcolo (2.6), come dopo ogni modifica di un vano.
7.2 Pianta schematica
Uno schema dell'edificio: una riga per piano, una cella per unità. Le celle si colorano per millesimi generali, millesimi di piano o consistenza, a scelta. Non è una pianta in scala - non ci sono coordinate reali - ma restituisce a colpo d'occhio come i valori si distribuiscono fra i piani.
Come si legge
Un blocco per ogni scala, con il nome in alto; le unità senza scala stanno in un blocco a parte, in fondo. Dentro il blocco, una riga per ogni indice di piano, dal più alto in cima al più basso, come in una sezione dell'edificio; le unità senza indice di piano stanno nella riga "senza piano", in fondo. Ogni cella è un'unità, nell'ordine dell'elenco, con il suo numero: tutte le celle hanno la stessa misura, qualunque sia la grandezza dell'unità. Passandoci sopra si leggono il riferimento e il valore; un clic apre la scheda dell'unità.
Il colore segue la grandezza scelta in Colora per: dal più chiaro, per il valore più basso di tutto l'edificio, al più scuro, per il più alto, in proporzione. La scala dei colori è una sola per tutte le scale, così due unità di scale diverse si confrontano direttamente. Una cella quasi bianca è un'unità senza quel valore: di solito, non ancora ricalcolata (2.6).
Millesimi generali di una scala con quattro piani. Ai piani da 1 a 3 gli appartamenti sono uguali e hanno quasi lo stesso tono; l'unità 6, molto più scura delle unità 4 e 8 che le stanno sopra e sotto, è da controllare (il bordo rosso qui è solo dell'esempio, nella vista non c'è).
- Consistenza: la somma delle superfici virtuali dei vani dell'unità (3.1), cioè quanto "pesa" l'unità prima di passare ai millesimi.
- Millesimi generali: la quota dell'unità sull'intero edificio (3.2).
- Millesimi di piano: la parte dei millesimi di scala che dipende dall'indice di piano (3.4); si confrontano fra le unità della stessa scala.
Che cosa guardare. Nei piani che si ripetono, le unità uguali per posizione e grandezza devono avere lo stesso tono. Una cella molto più chiara o più scura delle corrispondenti ai piani sopra e sotto indica un'unità da controllare: un vano dimenticato o in più, una superficie scritta male, un coefficiente diverso dagli altri - per trovarlo, il confronto dei coefficienti (7.1) e i piani affiancati (7.11). Con i millesimi di piano, di solito i toni si fanno più scuri salendo, perché crescono con l'indice di piano: un piano che rompe la progressione ha l'indice da ricontrollare (2.4). Con la consistenza, a parità di tono le unità hanno la stessa superficie virtuale: è il modo più diretto per vedere se due appartamenti uguali sono stati misurati allo stesso modo.
7.3 Geometria dei vani
La pianta reale è un editor vero e proprio, diviso in tre pannelli: a sinistra le unità immobiliari e i vani di quella scelta, al centro la mappa, a destra la scheda del vano selezionato. Le coordinate sono in metri, su un piano locale: è la pianta di un edificio, non una mappa geografica.
La mappa mostra un piano alla volta, scelto con le schede in fondo alla mappa (7.10). Scelta un'unità, si apre il piano dove sono disegnati i suoi vani e la mappa la inquadra. Le altre unità dello stesso piano - i vani delle altre unità disegnati su quel piano - compaiono in grigio tratteggiato: fanno da riferimento per disegnare accanto a quelle già fatte, e un clic su una di loro porta a quell'unità. Si nascondono con il pulsante altre unità del piano. Senza un'unità scelta, in grigio si vede tutto il piano.
Nell'elenco dei vani, accanto a ogni vano disegnato compare la sua superficie grafica; quelli ancora senza geometria sono indicati come "da disegnare"; quelli disegnati su un altro piano portano il nome di quel piano, e un clic li apre lì. In fondo all'elenco, quanti vani sono disegnati e il confronto complessivo fra superficie grafica e nominale (7.5).
Il pulsante con l'imbuto, in testa all'elenco delle unità, lo riduce alle unità del piano aperto: quelle che vi hanno vani disegnati e quelle con il suo indice di piano (7.10). Un'unità disegnata su più piani ha accanto il simbolo dei livelli con quanti sono.
In alto a destra sulla mappa, la pianta chiave mostra l'insieme - l'ingombro dell'edificio e le unità del piano - con l'unità scelta in evidenza e un riquadro rosso sulla zona inquadrata: dice dove si trova l'unità anche quando la vista è ingrandita su una stanza. Vedi 7.9.
Gli strumenti
| Strumento | Che cosa fa |
|---|---|
| Seleziona | Sceglie un vano sulla mappa e apre la sua scheda. Il vano selezionato ha il bordo blu e i vertici segnati da quadratini. |
| Disegna | Se nell'elenco è scelto un vano ancora da disegnare, ne traccia il contorno; altrimenti crea un vano nuovo dell'unità scelta (vedi sotto). Un clic per ogni vertice, doppio clic - o clic sul primo punto - per chiudere. Backspace toglie l'ultimo punto, Esc annulla. |
| Modifica vertici | Trascinando un vertice lo si sposta, trascinando un punto di un lato si aggiunge un vertice, Alt+clic su un vertice lo toglie. Vedi 7.4. |
| Elimina vertice | Clic su un vertice per toglierlo. Vedi 7.4. |
| Aggiungi isola | Disegna un'isola dentro il vano, per esempio un pilastro: la sua superficie si toglie da quella del vano. Vedi 7.4. |
| Togli isola | Clic dentro un'isola per toglierla. Vedi 7.4. |
| Copia da shapefile | Prende un poligono dallo sfondo e lo assegna al vano scelto nell'elenco. Vedi 7.7. |
| Elimina geometria | Toglie la geometria al vano selezionato; il vano resta, "da disegnare". |
| Inquadra | Porta la vista sull'unità scelta e sulle altre del piano; senza unità, sull'ingombro dell'edificio o, se manca, sugli sfondi. |
| Altre unità del piano | Mostra o nasconde le unità in grigio. |
| Sfondi e ingombro | Apre e chiude il pannello dell'ingombro dell'edificio (7.9), dei riferimenti DXF e shapefile e degli agganci; resta acceso finché il pannello è aperto. Il pannello si apre sopra la scheda del vano, e si chiude da solo quando si torna a lavorare sui vani: si apre una scheda, si aggiunge un vano, si sceglie uno strumento che disegna o modifica un vano. Gli strumenti dell'ingombro, che si usano dal pannello, lo lasciano aperto. |
Uno strumento che in quel momento non si può usare resta attenuato: se lo si preme, la barra in fondo alla mappa spiega che cosa manca. La stessa barra dice sempre che cosa sta facendo lo strumento scelto. Esc torna in ogni momento a Seleziona.
Aggiungere unità e vani
- Unità nuova: il + in testa all'elenco delle unità apre la scheda dell'unità vuota, la stessa della pagina del lavoro (2.4). Memorizzata, l'unità viene scelta nell'elenco, pronta per i suoi vani. La matita accanto al nome dell'unità scelta ne riapre la scheda.
- Vano nuovo, disegnato: con Disegna, o con il pulsante del poligono in testa all'elenco dei vani, si traccia il contorno. Il vano nasce con un nome provvisorio e con la superficie del disegno anche come superficie nominale, e si apre la sua scheda: si scrive il nome, si scelgono i coefficienti e si preme Memorizza. Fino ad allora il confronto dei coefficienti (7.1) lo conta fra i vani senza valore.
- Vano nuovo senza disegno: il + in testa all'elenco dei vani apre la scheda vuota. Memorizzato, il vano compare nell'elenco "da disegnare".
Mentre si disegna o si modificano i vertici, il puntatore si aggancia ai vertici e ai lati dei vani già disegnati, compresi quelli grigi delle altre unità del piano, e alle linee dell'ingombro: così le stanze confinanti condividono il muro senza lasciare vuoti o sovrapposizioni. Si aggancia anche agli sfondi, il DXF (7.6) e lo shapefile (7.7). Tutti gli agganci sono accesi all'apertura della pagina, e ciascuno si può spegnere dal pannello degli sfondi.
I livelli della mappa hanno un ordine fisso, pensato perché il disegno si legga: sotto i poligoni, sopra le linee. Dal basso: lo sfondo shapefile, l'ingombro, i vani delle altre unità del piano, i vani dell'unità scelta, e in cima il DXF con i suoi testi. Il vano selezionato si vede con un colore leggero, così le linee del DXF sotto di lui restano leggibili anche mentre se ne modificano i vertici.
La scheda del vano
È la stessa scheda della pagina del lavoro (2.5), con i campi uno per riga. In fondo, Memorizza salva; sotto, Duplica prepara una copia del vano (nasce premendo Memorizza, senza disegno), Elimina cancella il vano insieme alla sua geometria, Chiudi chiude la scheda e toglie la selezione. I pulsanti restano visibili anche quando la scheda scorre. Sotto la superficie nominale compare il confronto con la superficie grafica (7.5), che qui prende il posto del campo "Sup. grafica".
Con la base di calcolo abituale, la superficie nominale, disegnare i vani non cambia i millesimi: il disegno serve a controllare la superficie scritta (7.5), a verificare visivamente l'attribuzione dei coefficienti e ad allegare una pianta tematica alla relazione. Se invece la base è la superficie grafica, o il volume che ne deriva (3.1), è il disegno la misura del vano: ogni modifica aggiorna subito il virtuale del vano, e i millesimi al ricalcolo successivo.
7.4 Vertici e isole
Il vano selezionato mostra i suoi vertici come quadratini lungo il contorno; con gli strumenti di modifica diventano più grandi, e rossi quando si sta per eliminarne uno.
- Spostare un vertice: strumento Modifica vertici, trascinarlo.
- Aggiungere un vertice: Modifica vertici, trascinare un punto qualunque di un lato.
- Togliere un vertice: strumento Elimina vertice e clic sul vertice (un cerchio rosso indica quale verrà tolto), oppure Alt+clic con Modifica vertici. Un contorno non scende sotto i tre vertici: per togliere tutto si usa Elimina geometria.
Un'isola è una parte interna al contorno che non appartiene al vano: tipicamente un pilastro, un cavedio, una canna fumaria in muratura. Con Aggiungi isola se ne disegna il contorno dentro il vano selezionato, e la sua superficie viene tolta da quella del disegno. L'isola deve stare dentro il contorno del vano; un pilastro addossato al muro si disegna lo stesso come isola, con i vertici sul muro. Se ne possono disegnare più d'una di seguito, poi Esc per finire. Togli isola, con un clic dentro l'isola, la elimina e restituisce la sua superficie al vano. Anche i vertici delle isole si spostano e si eliminano come quelli del contorno.
Ogni modifica si salva da sola nel momento in cui la si fa: non c'è un pulsante da premere.
7.5 Superficie grafica e nominale
Per ogni vano disegnato TBWin calcola la superficie del contorno, tolte le isole: è la superficie grafica, che si conserva nel vano e si aggiorna a ogni modifica del disegno. La mette a confronto con la superficie nominale scritta nella scheda:
- nell'elenco dei vani, accanto al nome: in ambra, con un triangolo, quando le due non tornano (passandoci sopra si leggono i numeri);
- sulla mappa, sotto il nome del vano;
- nella scheda del vano, con la differenza in metri quadrati e in percentuale e il pulsante Usa la grafica come nominale, che copia la superficie grafica nel campo della nominale. Per salvarla va poi premuto Memorizza.
Le due superfici "non tornano" quando differiscono di oltre il 2%, oppure quando il vano è disegnato ma la superficie nominale è vuota. Non è un errore da correggere per forza: le due misure restano entrambe, e quale usare nel calcolo dei millesimi si sceglie con la base di calcolo (3.1).
La superficie dal disegno è in metri quadrati solo se il disegno è in metri. Un riferimento DXF tracciato in centimetri darebbe superfici diecimila volte più grandi, in millimetri un milione di volte: in quel caso il DXF va riesportato in metri prima di ricalcarlo.
7.6 Sfondo DXF e aggancio
Dal pannello degli sfondi si carica un DXF in formato ASCII (non binario), con le misure in metri, da cui ricalcare le piante. Del file si tengono la geometria e i testi su una riga: il disegno non viene conservato.
Il riferimento resta alle coordinate del disegno, senza spostamenti né cambi di scala, e i vani disegnati sopra hanno le stesse coordinate. Così si può correggere il DXF nel CAD e ricaricarlo con lo stesso nome sullo stesso piano: si sovrappone ancora ai vani già disegnati.
Dei testi del DXF, che spesso dicono la destinazione dei locali, si mostrano quelli su una riga: testi semplici, testi multilinea che hanno una riga sola, attributi visibili dei blocchi e testi dentro i blocchi. Ciascuno ha la sua altezza, la sua rotazione e il suo allineamento; cresce e cala con lo zoom come nel CAD, e compare quando diventa leggibile (sotto una certa grandezza si nasconde, per non coprire la pianta di macchie). I testi con un "a capo" - note, cartigli, legende - si tralasciano, e il messaggio del caricamento dice quanti sono. Le lettere accentate arrivano giuste sia dai DXF salvati in UTF-8 (dal formato 2007) sia da quelli più vecchi.
Dentro un vano disegnato il testo del DXF resta dov'è, e l'etichetta del vano, con la superficie, scende sotto di lui: si leggono tutti e due, e si vede subito se il nome del vano non corrisponde a quello del disegno. L'interruttore Mostra i testi del DXF li spegne tutti (la scelta si ricorda in questo browser); l'aggancio non li considera. Gli sfondi caricati prima del 27/09/2026 mostrano i testi a grandezza fissa: ricaricando il DXF prendono altezza, rotazione e allineamento.
Ogni riferimento appartiene a un piano (7.10): si carica sul piano aperto, l'elenco "riferimento mostrato" propone solo quelli di quel piano, e cambiando scheda la mappa passa agli sfondi dell'altro piano. Uno sfondo caricato sul piano sbagliato si sposta con "piano del riferimento mostrato". Caricando di nuovo un file con lo stesso nome sullo stesso piano, lo sfondo si aggiorna; su un altro piano diventa uno sfondo a sé.
Appena caricato, il riferimento viene mostrato e la mappa si sposta sul disegno. Lo stesso accade scegliendolo dall'elenco "riferimento mostrato", se non è già in vista. La scelta si ricorda piano per piano: riaprendo la pianta reale di quel lavoro, dallo stesso browser, ogni piano ha ancora il suo sfondo. Un piano che non si è mai aperto mostra il suo sfondo più recente.
Con l'aggancio al DXF, acceso all'apertura della pagina, mentre si disegna il puntatore si attacca ai punti notevoli del riferimento - vertici, punti medi dei segmenti, incroci fra segmenti - ognuno dei quali si può escludere. La tolleranza (da 6 a 30 pixel) decide quanto bisogna avvicinarsi perché l'aggancio scatti. Un rombo rosso segnala il punto a cui ci si sta agganciando. Gli agganci ai vani già disegnati (7.3) e allo shapefile (7.7) sono indipendenti, e si spengono dallo stesso pannello. I livelli del riferimento mostrato si possono anche copiare nell'ingombro dell'edificio (7.9).
7.7 Sfondo shapefile
Se le piante esistono già come poligoni - un estratto catastale, una particella esportata da un CAD o da un GIS - non serve ricalcarle. Si carica un .shp, da solo oppure in uno .zip che contenga anche il .dbf (da cui vengono prese le etichette dell'elenco), poi con lo strumento copia da shapefile si sceglie il vano nell'elenco e si fa clic sul poligono: quel poligono diventa la geometria del vano, isole e parti multiple comprese. Come per il DXF, lo sfondo appartiene al piano su cui lo si carica, appena caricato viene mostrato, la mappa ci si sposta sopra e la scelta si ricorda piano per piano; il poligono copiato diventa un disegno del piano aperto.
Se un poligono dello shapefile non corrisponde proprio al vano, lo si può anche ricalcare: con l'aggancio allo shapefile, acceso all'apertura della pagina, mentre si disegna il puntatore si attacca ai vertici e ai lati dei suoi poligoni, con la stessa tolleranza dell'aggancio al DXF. Lo shapefile sta sempre sotto ai vani e al DXF (7.3).
7.8 Colori tematici
Le viste grafiche tingono i vani secondo i coefficienti, con i colori delle variabili (2.3): nella pianta reale con il selettore colora per, nei piani affiancati (7.11) con il coefficiente scelto, nel confronto dei coefficienti (7.1) nelle barre. Il colore racconta il peso del valore: ogni coefficiente ha una sua tonalità, e i suoi valori ne sono sfumature, dalla più chiara per il peso più basso alla più intensa per il più alto. Due valori con lo stesso peso, che nel calcolo si equivalgono, hanno lo stesso colore.
La tonalità si sceglie nella finestra delle variabili: il coefficente da colorare, la tonalità - la striscia sotto il menu mostra la scala, dal peso più basso a sinistra al più alto a destra - e l'intensità; il pulsante con il secchiello colora in un colpo tutte le variabili di quel coefficiente. Scegliendo il coefficiente si propone la sua tonalità di sempre. Il colore di una singola variabile resta modificabile dalla sua scheda.
| Intensità | Come cresce il colore | Quando serve |
|---|---|---|
| in proporzione al peso | In proporzione al moltiplicatore, fra il più basso e il più alto del coefficiente. | Per vedere quanto pesa davvero ogni valore: un negozio a 3,00 spicca, una corte a 0,10 quasi sparisce. Ma un valore molto lontano dagli altri schiaccia quelli vicini fra loro in sfumature quasi uguali. |
| un gradino per ogni peso | A gradini uguali, uno per ogni peso diverso, sempre nell'ordine dei pesi. | Per distinguere anche valori vicini - Nord a 0,95 e Sud a 1,00 - quando si controlla l'omogeneità nei piani affiancati. |
Nella prima scala 0,75, 0,90 e 1,00 - ripostiglio, bagno, camera - quasi si confondono, perché il 3,00 del negozio prende quasi tutta la scala; nella seconda si distinguono, ma il colore non dice più di quanto uno pesi più dell'altro.
Finché a un coefficiente non si sceglie una tonalità, le viste usano la sua tonalità di sempre, in proporzione al peso: blu per la destinazione, arancio per l'orientamento, verde per il prospetto, giallo per l'illuminazione, viola per la funzionalità, verde acqua per il piano. Un valore scritto in un vano che non è fra le variabili del coefficiente è sempre grigio: nel calcolo non moltiplica, ed è quasi sempre un nome sbagliato.
7.9 Ingombro e pianta chiave
L'ingombro è il contorno dell'insieme in cui stanno le unità: i muri esterni, il vano scala, i cortili, i corpi di fabbrica. È fatto di linee e poligoni che si conservano nel lavoro, si vedono sotto ai vani in grigio scuro e servono a collocare ogni unità rispetto all'edificio. A differenza degli sfondi è comune a tutti i piani: si disegna una volta e compare su ogni scheda. Si gestisce dalla prima parte del pannello Sfondi e ingombro.
- Disegnarlo: con Linea o Poligono si traccia un'entità dopo l'altra - un clic per vertice, doppio clic per finire; lo strumento resta attivo fino a Esc. Il puntatore si aggancia ai vani già disegnati, all'ingombro stesso e agli sfondi, DXF e shapefile (7.3).
- Copiarlo da un DXF: mostrato un riferimento DXF (7.6), il pannello elenca i suoi livelli con il numero di elementi di ciascuno; si spuntano quelli che descrivono l'edificio - il perimetro, i muri esterni - e si preme Copia i livelli scelti nell'ingombro. Si copiano linee e poligoni, non testi e punti. L'ingombro copiato resta anche se poi il riferimento DXF viene eliminato.
- Togliere un'entità: strumento Togli e clic sull'entità, che passandoci sopra si colora di rosso. Svuota l'ingombro toglie tutto. I vani e i loro disegni non vengono toccati.
- Mostra l'ingombro lo nasconde o lo rimostra sulla mappa; nella pianta chiave si vede comunque.
La pianta chiave, in alto a destra sulla mappa, disegna sempre l'insieme per intero: l'ingombro, le altre unità del piano aperto in grigio e i vani dell'unità scelta in blu, con un riquadro rosso tratteggiato sulla zona che la mappa sta inquadrando; nel titolo porta il nome del piano. Un clic sulla pianta chiave porta lì la vista. Il pulsante − la riduce a un'icona, che la riapre; la scelta si ricorda in questo browser. Compare quando c'è un insieme in cui collocare l'unità: l'ingombro, oppure almeno un'altra unità disegnata sullo stesso piano.
Serve solo a orientarsi: non è la geometria di nessun vano e non cambia i millesimi, qualunque sia la base di calcolo.
7.10 I piani del disegno
Un edificio si disegna piano per piano: ogni piano ha i suoi disegni dei vani e i suoi sfondi (un DXF o uno shapefile diverso per piano), mentre l'ingombro è comune a tutti (7.9). I piani sono le schede in fondo alla mappa, come i fogli di un foglio di calcolo: un clic su una scheda apre quel piano - i suoi disegni, le altre unità in grigio e i suoi sfondi. Con un'unità scelta, su ogni scheda un numero dice quanti dei suoi vani vi sono disegnati.
Un'unità su più piani - un duplex, un appartamento con la mansarda - si disegna così: si disegnano i vani di un piano, si apre la scheda dell'altro e si disegnano gli altri. Ogni vano va sul piano della scheda aperta nel momento in cui lo si disegna: un vano "da disegnare" scelto nell'elenco resta scelto cambiando scheda, per disegnarlo proprio lì. Un disegno finito sul piano sbagliato si sposta dalla scheda del vano, con Piano del disegno.
Creare e sistemare i piani
Il + accanto alle schede, o l'ingranaggio, apre la finestra dei piani. Per ogni piano si scrivono il nome e, se si vuole, l'indice di piano; le frecce cambiano l'ordine delle schede; il cestino elimina il piano. Un piano nuovo si aggiunge in fondo, e si apre subito: gli si carica lo sfondo e si comincia a disegnare. Un doppio clic su una scheda apre la stessa finestra.
L'indice di piano del piano non è obbligatorio, ma serve: un'unità che non ha ancora disegni, quando la si sceglie, si apre sul piano con il suo stesso indice (quello dei dati dell'unità, 2.4), e il filtro dell'elenco delle unità (7.3) la conta fra quelle del piano.
Con il piano se ne vanno i disegni che vi stanno - i vani restano, "da disegnare", e perdono la superficie grafica - e i suoi sfondi; la finestra chiede conferma dicendo quanti sono. Un piano deve sempre restare: l'ultimo non si elimina.
Aprendo nella pianta reale un lavoro che non ha ancora piani, TBWin li crea dagli indici di piano delle unità, uno per indice, con il nome di livello più usato fra quelle unità (2.4); ogni disegno va sul piano dell'indice della sua unità, e gli sfondi già caricati sul primo piano, da dove li si sposta. Il piano del disegno non è l'indice di piano dei millesimi e non entra nel calcolo: è solo il foglio su cui il vano è disegnato.
7.11 Piani affiancati
Tutti i piani del disegno insieme, in una griglia, con i vani tinti secondo un coefficiente alla volta. Serve a controllare con un'occhiata che un coefficiente sia stato attribuito in modo omogeneo: nei piani che si ripetono, le stesse stanze devono avere lo stesso valore, cioè lo stesso colore.
Ogni riquadro è un piano (7.10), nell'ordine delle schede della pianta reale. Le piante hanno tutte la stessa scala e la stessa inquadratura: lo stesso punto dell'edificio sta nello stesso posto in ogni riquadro, e i piani uguali si confrontano come se fossero sovrapposti. In grigio sottile, come riferimento, l'ingombro dell'edificio (7.9).
I comandi
| Comando | Che cosa fa |
|---|---|
| Coefficiente | Quale dei sei coefficienti tinge i vani. |
| Colonne | Quanti piani per riga: automatiche, secondo la larghezza della finestra, oppure da una a quattro. |
| dalla prima scheda / dall'ultima scheda | L'ordine dei piani nella griglia: come le schede della pianta reale, o al contrario. |
| Nomi dei valori | Scrive dentro ogni vano il suo valore; nelle tessere dei vani non disegnati lo scrive al posto del nome dell'ambiente. |
Le scelte restano per le volte successive, su questo computer.
Come si legge
Orientamento, due piani uguali, i nomi dei valori accesi. Al secondo piano la stanza in basso al centro ha «Nord» dove al piano di sotto c'è «Sud»: il colore stona, e il bordo rosso dice che anche il confronto dei coefficienti la segnala.
- Il colore è quello della variabile (7.8): più intenso dove il peso è più alto. Bianco con il bordo tratteggiato: coefficiente non compilato. Grigio: valore che non è fra le variabili del coefficiente.
- Il bordo rosso segna i vani che il confronto dei coefficienti (7.1) giudica da controllare per quel coefficiente: diversi dal valore prevalente del piano, o isolati rispetto agli altri piani della scala. Passando sopra un vano si leggono l'unità, l'ambiente, il valore con il suo peso e il motivo della segnalazione.
- La barra sotto il nome del piano è la sua composizione, come nel confronto dei coefficienti: un tratto per valore, largo quanto i vani che lo hanno, in ordine di peso.
- La legenda, in alto, elenca le variabili del coefficiente dalla più leggera alla più pesante, ciascuna con il suo peso e il numero dei vani che la hanno in tutto il lavoro; in coda i valori che non sono fra le variabili, i vani senza valore e quelli da controllare. Un clic su una voce mette in evidenza quei vani in tutti i piani e spegne gli altri; un secondo clic torna alla vista normale.
- I vani non ancora disegnati stanno sotto la pianta del piano che ha l'indice di piano della loro unità, come tessere colorate raggruppate per unità. Un lavoro senza disegni si legge così per intero: per ogni piano, le sue unità con le tessere dei loro vani. Le unità senza un indice che corrisponda a un piano del disegno stanno in fondo, nel riquadro "Senza piano".
- Un clic su un vano, o su una tessera, apre la sua scheda: si corregge lì, e la vista si aggiorna.
Un controllo, passo per passo
- Si sceglie il coefficiente da controllare, per esempio l'orientamento.
- Si confrontano i piani che si ripetono: le stanze nella stessa posizione devono avere lo stesso colore. Se la scala in proporzione rende troppo simili valori vicini, nella finestra delle variabili si colora il coefficiente con l'intensità "un gradino per ogni peso" (7.8).
- Si guardano i bordi rossi e i vani bianchi o grigi: sono quelli da sistemare.
- Per un valore sospetto, un clic sulla sua voce della legenda mostra dove compare in tutto l'edificio.
- Corretti i vani, si torna alla pagina del lavoro per il ricalcolo (2.6).
7.12 Elenco dei vani
Il pulsante Elenco vani mette in una tabella tutti i vani di tutte le unità: unità, riferimento, scala, piano del disegno, nome del vano, superficie nominale e grafica, altezza media, i sei coefficienti con il colore della loro variabile, e il virtuale. Serve a controllare che i coefficienti siano attribuiti in modo uniforme e a correggerli, un vano alla volta o tutti insieme.
Filtrare e ordinare
- La casella di ricerca, in alto, trova unità, riferimento e nome del vano.
- Sotto ogni intestazione un menu filtra la colonna: per unità, scala e piano del disegno; per ogni coefficiente, i valori che compaiono nel lavoro con quanti vani li hanno, compresi "non compilato" e i valori che non sono fra le variabili; per le misure, i vani che non le hanno (o che non sono disegnati); per il virtuale, quelli che valgono zero. Il nome del vano si filtra scrivendone una parte.
- Un clic su un'intestazione ordina l'elenco per quella colonna, un secondo clic al contrario, il terzo torna all'ordine di partenza (le unità come nella pagina del lavoro, e i loro vani). I coefficienti si ordinano per peso.
- Togli i filtri torna all'elenco completo.
Controllare
Sopra la tabella, per i vani in elenco, ogni coefficiente ha i suoi valori con quanti vani li hanno. Un coefficiente con un solo valore è uniforme; con più valori è segnalato, con il loro numero: è quello da guardare. Un clic su un valore lascia in elenco solo quei vani, un secondo clic toglie il filtro.
Correggere
- Un vano alla volta: un clic su un coefficiente apre il menu delle sue variabili, in ordine di peso; un clic sul nome del vano lo rende scrivibile (Invio conferma, Esc lascia com'era) e, mentre si scrive, propone i nomi già usati nel lavoro, come la casella del nome per i vani scelti. La matita, in fondo alla riga, apre la scheda completa del vano.
- A gruppi: con le caselle a sinistra si scelgono i vani (quella in alto li sceglie tutti). Compare una barra con cui si assegna a tutti i vani scelti lo stesso valore di un coefficiente, o lo stesso nome, dopo una domanda di conferma. Si sceglie solo fra i vani in vista: cambiando i filtri, quelli che escono dall'elenco escono anche dalla scelta, così non si corregge mai un vano che non si vede.
- Il valore di un coefficiente si sceglie solo fra le sue variabili (2.3). Il virtuale dei vani cambiati si aggiorna subito; consistenze e millesimi con il ricalcolo, che si lancia da qui con Ricalcola i millesimi, sulla base di calcolo del lavoro. Finché ci sono correzioni da ricalcolare il pulsante resta evidenziato, e accanto si legge quanti vani sono cambiati.
Un esempio: le cantine
- Sopra la tabella, un clic su Cantina nella riga della destinazione lascia in elenco solo le cantine.
- Le righe del prospetto e dell'illuminazione dicono se le cantine hanno tutte lo stesso valore. Se no, si decide quello giusto: per cantine interrate e senza finestre, il prospetto chiuso e l'illuminazione più bassa, con i nomi che hanno nel lavoro.
- La casella in alto sceglie tutte le cantine; nella barra si sceglie Prospetto e il valore, poi Assegna. Lo stesso per l'illuminazione.
- Alla fine, Ricalcola i millesimi.
8. Gestione dei lavori
I comandi in alto a sinistra, accanto al nome del programma:
| Comando | Che cosa fa |
|---|---|
| Inizia nuovo lavoro | Svuota l'archivio corrente per ricominciare. Chiede conferma; il lavoro di prima resta fra le copie di sicurezza, da dove si può ripristinare. |
| Apri lavoro esistente | Carica un lavoro. Nella versione registrata si sceglie dall'elenco dei propri lavori; in entrambe le versioni si può caricare un file .tbwx scaricato in precedenza con "Salva lavoro", anche con le versioni di prima: il suo contenuto prende il posto di quello del lavoro corrente. |
| Salva lavoro | Scarica il lavoro corrente come file .tbwx - lo stesso documento che il programma conserva sul server - con tutto quello che contiene: dati generali (base di calcolo compresa), variabili, unità, vani con le loro tre misure, piani del disegno, disegni dei vani, sfondi DXF e shapefile, ingombro dell'edificio. È l'unico modo, nella versione gratuita, per conservare un lavoro e per spostarlo da un computer all'altro. |
| Copie di sicurezza | L'icona dell'orologio: le versioni precedenti del lavoro, da scaricare, ripristinare o cancellare. Vedi sotto. |
Nella versione registrata la pagina Lavori tiene l'elenco dei propri lavori, con la
ricerca per codice, descrizione, riferimento e date. La scheda di un lavoro ne cambia codice,
descrizione, riferimento e data, e porta gli allegati; Misure apre il lavoro,
Scarica ne dà il file .tbwx, come "Salva lavoro". Elimina archivia
il lavoro: lo toglie dall'elenco insieme al suo file e agli allegati, e il suo numero non
viene più riassegnato. L'elenco si esporta in Excel, XML o testo: il file si scarica
subito e resta disponibile per un giorno.
Nella versione gratuita c'è un archivio solo: iniziare un lavoro nuovo sostituisce quello che c'era. Resta fra le copie di sicurezza, ma solo finché non ne arrivano altre quattro più recenti: per conservarlo davvero, va salvato prima con "Salva lavoro".
Le copie di sicurezza
Il programma tiene da solo, accanto a ogni lavoro, le copie delle sue versioni precedenti, per rimediare a una modifica non voluta o a un lavoro sostituito per sbaglio:
- una al giorno: la prima memorizzazione di un giorno nuovo lascia intatta, in una copia, la versione com'era alla fine dell'ultimo giorno di lavoro; le memorizzazioni successive dello stesso giorno non ne fanno altre;
- prima di ogni sostituzione per intero: un lavoro nuovo, l'apertura di un file con "Apri lavoro esistente", un lavoro di esempio al posto di quello gratuito e il ripristino di una copia lasciano sempre in una copia la versione che sostituiscono.
Come i backup di Revit, le copie sono numerate bk1, bk2, bk3...: il numero più alto è la copia più recente. Se ne tengono le ultime quattro oltre alla versione attuale; le più vecchie si cancellano da sole.
L'icona dell'orologio, nella barra in alto, apre la finestra delle copie: in testa la versione attuale, poi le copie dalla più recente, ciascuna con il giorno e l'ora in cui era stata memorizzata e quante unità e quanti vani aveva, per riconoscerla. Di ogni copia:
- Scarica dà il file
.tbwx, come "Salva lavoro": si può aprire in un altro lavoro, o conservare; - Ripristina rimette al suo posto quella versione, dopo una domanda di conferma. La versione attuale non si perde: va prima in una copia nuova, e il ripristino si può annullare ripristinando quella;
- il cestino cancella la copia, per non tenere quello che non serve.
Le copie seguono il lavoro: quando lo si elimina dall'elenco dei lavori se ne vanno anche loro. Nella versione gratuita sono legate, come il lavoro, all'indirizzo da cui ci si collega.
Appendice A - Le icone
Barra in alto
| Icona | Comando | Dove se ne parla |
|---|---|---|
| 📄 | Inizia nuovo lavoro | 8 |
| 📂 | Apri lavoro esistente | 8 |
| ⬇ | Salva lavoro | 8 |
| 🕓 | Copie di sicurezza | 8 |
| 📖 | Manuale d'uso | questo manuale |
Barra degli strumenti
| Icona | Comando | Dove se ne parla |
|---|---|---|
| ➕ | Aggiungi unità immobiliare | 2.4 |
| ▦ | Variabili dei coefficienti | 2.3 |
| 🖩 | Ricalcolo millesimi | 2.6, 3 |
| 📃 | Stampa in PDF | 6.1 |
| 💳 | Ripartizione di una spesa | 5 |
| 📝 | Relazione | 6.2 |
| 📈 | Viste grafiche | 7 |
| ⚙ | Dati generali del lavoro | 2.2 |
Le finestre
Tutte le finestre hanno i pulsanti nello stesso ordine. In basso a sinistra quelli che fanno qualcosa - Memorizza, Stampa, Ricalcola, Duplica, Elimina... - con il principale per primo; in fondo a destra, sempre per ultimo e lontano dagli altri, Chiudi, che chiude la finestra senza fare niente (nei termini della versione gratuita, al suo posto c'è "Non accetto"). La crocetta in alto a destra fa lo stesso di Chiudi. Le scelte sì/no si fanno con un interruttore: blu con "Sì" quando è acceso, grigio con "No" quando è spento.
Appendice B - Le formule
Appendice C - Revisioni
Questo manuale accompagna l'applicazione: quando cambia il programma, cambia anche il manuale. Qui restano annotate le revisioni.
| Data | Che cosa è cambiato |
|---|---|
| 23/09/2026 | Prima edizione di questo manuale. Comprende le viste grafiche (confronto dei coefficienti, pianta schematica, editor della geometria dei vani con sfondo DXF, sfondo shapefile e colori tematici sulle variabili) e i colori assegnabili alle variabili. |
| 23/09/2026 | Vani: nuovo campo altezza media, con il volume del vano e dell'unità (2.4, 2.5). Confronto dei coefficienti rifatto: barre con i valori di ogni piano, regola diversa per il coefficiente di piano e per gli altri cinque, dettaglio con il motivo di ogni segnalazione e correzione proposta per il coefficiente di piano (7.1). Pianta reale: unità e vani nuovi direttamente dalla grafica, altre unità del piano in grigio, aggancio ai vani già disegnati (7.3); vertici evidenziati, eliminazione dei vertici, isole (7.4); superficie dal disegno confrontata con la consistenza (7.5); gli sfondi DXF e shapefile si vedono appena caricati e restano scelti (7.6, 7.7). Testi del manuale con gli accenti al posto degli apostrofi. |
| 24/09/2026 | Vani: si conservano tre misure - superficie nominale (il
campo che prima si chiamava consistenza), superficie grafica dal disegno e
volume - e la nuova base di calcolo decide su quale si calcolano i millesimi:
nei dati generali, nella finestra del ricalcolo, che ora mostra quante misure ci sono, e
nelle opzioni di stampa, che la riportano in copertina e nel dettaglio (2.2, 2.5, 2.6, 3.1,
6.1, Appendice B). Con una base grafica, modificare il disegno aggiorna subito il virtuale
del vano (7.3). Pianta reale: nuovo ingombro dell'edificio, disegnato o copiato dai
livelli di un DXF, e pianta chiave che mostra dove sta l'unità scelta rispetto
all'insieme (7.9). "Salva lavoro" scarica un file .tbwx che comprende anche
disegni, sfondi e ingombro (8). |
| 26/09/2026 | Pianta reale: nuovi piani del disegno, con una scheda per piano in fondo alla mappa. Ogni piano ha i suoi disegni dei vani e i suoi sfondi DXF e shapefile, che si caricano sul piano aperto e si spostano da un piano all'altro; l'ingombro resta comune. Un'unità può avere vani su piani diversi; il disegno di un vano si sposta di piano dalla sua scheda. Finestra dei piani (nome, indice di piano, ordine, eliminazione), filtro dell'elenco delle unità sul piano aperto; i lavori disegnati prima ricevono i piani dagli indici di piano delle unità (7.3, 7.6, 7.7, 7.9, 7.10). |
| 26/09/2026 | Accesso: la password dimenticata si recupera con un link che vale un'ora e una volta sola (non più con una password provvisoria che sostituiva subito la vecchia); dopo troppi tentativi falliti l'accesso resta fermo un quarto d'ora; le sessioni si chiudono se l'utenza viene sospesa o cancellata o la password cambiata (capitolo sull'accesso). |
| 26/09/2026 | Nella pagina iniziale, sotto al manuale, tre lavori di esempio già calcolati da aprire con un clic: nella versione gratuita prendono il posto del lavoro che c'è, per chi è entrato diventano un lavoro nuovo nell'elenco (1.5). Confronto dei coefficienti: un vano disegnato su un piano che ha l'indice di piano sta nella riga di quel piano, non in quella della sua unità (7.1). |
| 26/09/2026 | I lavori non usano più Access: ogni lavoro è un documento
.tbwx, lo stesso che si scarica con "Salva lavoro", e l'elenco dei lavori di
ciascun utente sta nella sua area. I lavori di prima si convertono da soli alla prima
apertura, con gli stessi millesimi, e si aprono anche i .tbwx scaricati prima
(1.4, 8). La cartella dei lavori non è più raggiungibile dal web: il lavoro, gli allegati e
le esportazioni dell'elenco si scaricano dal programma, solo da chi ne ha diritto. Nella
scheda del lavoro "Download DB" diventa Scarica; l'elenco esportato in Excel ha le
intestazioni nell'ordine giusto (8). Confronto dei coefficienti: i vani disegnati su un piano
non formano più una riga a parte accanto a quella delle unità con lo stesso indice di piano
(7.1). |
| 26/09/2026 | Viste grafiche: la pagina si apre sulla pianta reale, che diventa anche il primo pulsante in alto; confronto dei coefficienti e pianta schematica seguono (7, 7.3). |
| 27/09/2026 | Viste grafiche: nuova vista Piani affiancati, tutti i piani del disegno insieme con i vani tinti secondo un coefficiente, per controllare che sia attribuito in modo omogeneo (7.11). Colori delle variabili: per ogni coefficiente si sceglie una tonalità, e i valori ne sono sfumature più intense dove il peso è più alto, in proporzione al peso o a un gradino per ogni peso; prendono il posto delle gamme predefinite e dei colori ricavati dal nome, e un valore che non è fra le variabili è grigio (7.8). Nel confronto dei coefficienti i tratti delle barre vanno in ordine di peso. Nuove spiegazioni su come si leggono il confronto dei coefficienti e la pianta schematica, e un percorso di controllo con le tre viste di lettura (7, 7.1, 7.2). |
| 27/09/2026 | Finestre: in tutte, i pulsanti che fanno qualcosa in basso a sinistra e Chiudi sempre per ultimo in fondo a destra (Appendice A); le finestre grandi usano tutta la larghezza anche sugli schermi medi. Opzioni di stampa con interruttori Sì/No (6.1). Scheda dell'unità: Aggiungi vano accanto al titolo dei vani, e la tabella dei vani, più compatta e con tutti i coefficienti, non esce più dalla finestra (2.5). Nella scheda del lavoro "MISURE" diventa Misure (8). |
| 27/09/2026 | Sfondo DXF: si vedono i testi su una riga (testi semplici e multilinea, attributi dei blocchi, testi dentro i blocchi) con la loro altezza, rotazione e allineamento, alle coordinate del disegno; quelli su più righe si tralasciano. Nuovo interruttore "Mostra i testi del DXF"; dentro un vano l'etichetta del vano scende sotto il testo del DXF; le lettere accentate arrivano giuste anche dai DXF in UTF-8 (7.6). |
| 28/09/2026 | Viste grafiche: nuovo elenco dei vani, tutti i vani di tutte le unità in una tabella filtrabile e ordinabile per ogni parametro, con i valori di ogni coefficiente nei vani filtrati, la correzione sul posto di coefficienti e nomi, l'assegnazione di uno stesso valore a un gruppo di vani e il ricalcolo (7, 7.12). Pianta reale: passando con il mouse su un'unità dell'elenco, o sul titolo dei suoi vani, si legge il riferimento per intero. |
| 28/09/2026 | Pianta reale: l'aggancio al DXF è acceso all'apertura della pagina, come quello ai vani; nuovo aggancio allo shapefile, ai vertici e ai lati dei suoi poligoni, anch'esso acceso. Descritto l'ordine dei livelli (shapefile sotto, poi ingombro e vani, il DXF in cima); il vano selezionato ha un colore più leggero, per non coprire le linee del DXF (7.3, 7.6, 7.7, 7.9). |
| 28/09/2026 | Nuove copie di sicurezza dei lavori: la prima memorizzazione di ogni giorno conserva la versione dell'ultimo giorno di lavoro, e ogni sostituzione per intero (lavoro nuovo, apertura di un file, esempio, ripristino) conserva quella che sostituisce; se ne tengono le ultime quattro, numerate bk1, bk2... come in Revit. Nuova icona dell'orologio, con la finestra delle copie da scaricare, ripristinare o cancellare. "Inizia nuovo lavoro" non perde più il lavoro di prima (1.4, 8, Appendice A). |
| 30/09/2026 | Suggerimenti mentre si scrive: il nome del vano (nella finestra del vano, nella scheda della pianta reale e nell'elenco dei vani), la scala e il livello dell'unità propongono i valori già usati nel lavoro, dal più usato, perché gli stessi vani e le stesse scale si scrivano allo stesso modo (2.4, 2.5, 7.12). Il riparto e la stampa delle tabelle di scala non distinguono più maiuscole e minuscole nel nome della scala, come già il calcolo dei millesimi di scala: prima le unità scritte «a» restavano fuori dalla tabella «A» (4.3). |
| 03/10/2026 | Pianta reale: il pannello degli sfondi si chiude da solo quando si torna a lavorare sui vani (si apre una scheda, si aggiunge un vano, si sceglie uno strumento che disegna o modifica un vano), così la scheda del vano non resta nascosta sotto. Il pulsante del compasso lo apre e lo chiude, e resta acceso finché il pannello è aperto (7.3). |